CRESPI

PETERZANO

BELLOTTI

 

 

 

 

 

DANIELE CRESPI

Daniele Crespi (Busto Arsizio 1591 -?- Milano 1630), allievo del Cerano (Giovanni Battista Crespi) all'Accademia Ambrosiana (1621), svolse in Lombardia una breve ma intensa attività.

A Garegnano creò il suo capolavoro: la storia dell’Ordine certosino. I suoi affreschi sono eseguiti con molta naturalezza, con intensità di colore, con spontaneità. Predominano i colori del bianco e del viola le cui allegorie al tema religioso mettono a fuoco i principi fondamentali della regola certosina: purezza e umiltà il bianco, penitenza il viola.

Prete destra

Prima lunetta L’episodio leggendario compare nella tradizione certosina a partire dalla fine del tredicesimo secolo e ricorda l’istante in cui il cadavere di Raimondo Diocres si rianima per gridare l’accusa, il giudizio e la condanna di Dio. Secondo tale tradizione da questo avvenimento si verificò la conversione di San Bruno

Seconda lunetta La scena è divisa in tre parti: il sogno di Ugo Vescovo di Grenoble, il quale vede (seconda scena) degli angeli che stanno costruendo un tempio sotto la guida di cristo; da lontano si scorge Bruno (terza scena) e i suoi compagni che si recano dal vescovo per chiedere l’autorizzazione.



Terza lunetta Sono rappresentati san Bruno e i suoi compagni che vengono ricevuti dal Vescovo di Grenoble al quale espongono lo scopo del loro viaggio. Il Vescovo, edotto dal sogno, accoglie i pellegrini e assegna loro il monte Chartreuse dove fondare il loro monastero

Parete di sinistra

Quarta lunetta. Raffigura il Vescovo Ugo in atto di benedire il nuovo monastero della Certosa (1084)



Quinta lunetta Rappresenta l’apparizione della Madonna col Bambino Gesù e San Pietro a San Bruno e ad alcuni compagni. Questa lunetta sta a sottolineare la devozione dell’ordine a Maria



Sesta lunetta Rappresenta l’incontro casuale tra San Bruno e il Duca Ruggero di Calabria. Proprio in questo luogo verrà fondata la prima Certosa italiana (1091 o 1094); qui Bruno troverà la morte e il suo corpo verrà sepolto nell’anno 1101.



Settima lunetta (sopra la porta d’ingresso) rappresenta l’apparizione in sogno di San Bruno al Duca Ruggero di Calabria. La scena si svolge nella tenda dell’accampamento, dove il Duca Ruggero si trovava durante l’assedio di Capua. Il capitano delle guardie Sergio aveva ordito di ucciderlo, in cambio della promessa di matrimonio con la Principessa di Borgogna, ma Bruno apparso in visione gli salva la vita



Ai fianchi della finestra serliana della controfacciata Daniele Crespi dipinse anche l'approvazione di Papa Urbano II della regola certosina e, a destra,la rinuncia di San Bruno ad essere ordinato Arcivescovo di Reggio Calabria.



La volta a botte presenta due motivi di decorazione: i riquadri con i busti dei monaci e i medaglioni esagonali con episodi tratti dal vecchio e nuovo testamento. Partendo dall’ingresso: il sacrificio di Isacco che esprime il dramma dell’obbedienza, Maria Maddalena che nella regola di Bruno era la contrapposizione morale a Raimondo Diocres, San Giovanni Battista segno del passaggio tra il Vecchio e il Nuovo Testamento, l’Ascensione di Gesù al cielo

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