CRESPI

PETERZANO

BELLOTTI

 

 

 

 

 

BIAGIO BELLOTTI

Bellotti Biagio (Busto Arsizio 1714 - 1789) lavorò e risiedette per molto tempo nel luogo di nascita. Non acquistò fama soltanto per i suoi meriti in qualità di pittore, ma fu anche architetto, musicista, scrittore e poeta.
I suoi dipinti mostrano un'influenza del pittore italiano Tiepolo, presentano cioé infiniti e violenti contrasti di colore e sono al tempo stesso notevolmente brillanti.La maggior parte delle sue opere si riferisce ad affreschi e decorazioni di carattere religioso.

Affreschi Bellotti







Cappella dell'Annunciazione o del Santo Rosario (prima cappella di destra)

La cappella è posta a destra di chi entra nella chiesa: si possono ammirare una pala d’altare di Enea Salmeggia, detto il Talpino, raffigurante l’Annunciazione e un altare in scagliola attribuito a Pietro solari. Gli affreschi che ornano tutta la cappella rappresentano i Misteri del Rosario (dolorosi, gloriosi, gaudiosi) sono opera del canonico Biagio Bellotti (nato a Busto Arsizio attorno al 1714, ordinato sacerdote nel 1742,muore nel 1789), che iniziò i lavori a partire dal 1771. Nella cappella del Rosario, il Bellotti dovrebbe aver dipinto tanto le figure quanto le decorazioni floreali.

Una porta con decorazione in marmo, probabilmente l’antico ingresso alla chiesa da parte dei Monaci conversi, conduce oggi ad un salone nel quale troviamo due grandi tele di fattura fiamminga, una porta in bronzo opera dello scultore Angelo Ferreri, una crocifissione in gesso, calco dello scultore Carlo Peduzzi




Sala Capitolare

Ogni Cerosa aveva ed ha una sala destinata ad accogliere il Capitolo, presieduto dal Padre Priore e dal padre Procuratore.

Si tratta di una stanza di dimensioni limitate, a pianta rettangolare e collocata a fianco del lato absidale della chiesa. Si conservano gli stalli in noce eseguiti da Giuseppe Bosso nel 1755. Sulle pareti laterali si scorgono gli affreschi del canonico Biagio Bellotti che rappresentano l’eccidio dei Certosini Inglesi.

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Nel corso degli ultimi restauri, nella volta della Sala Capitolare, si è scoperto un affresco attribuito dalla dott. Bandera a Bernardo Zenale raffigurante San Michele Arcangelo.